Ha dell’incredibile quando successo, lunedì 27 gennaio, alle scuole Primarie di San Pietro di Lavagno. Tutto nasce da alcune immagini comparse sui social nei giorni scorsi, che denunciavano lo stato a dir poco preoccupante in cui versa l’edificio che, a causa di importanti infiltrazioni di acqua provenienti dal tetto, ha le pareti ricoperte di muffe e con gli intonaci ormai completamente sgretolati in vari punti. Ogni volta che piove, inoltre, nelle aule e nei corridoi compaiono numerosi secchi, messi dal personale per contenere l’acqua che cade dai soffitti.
Questo problema, a dire il vero, esiste da quando l’edificio è stato inaugurato, nel 2021, con la differenza che sino allo scorso anno qualche intervento per “tamponare” il problema veniva eseguito, ovviamente nel periodo in cui le scuole erano chiuse, mentre la scorsa estate non è stato fatto nulla.
A seguito di questo rincorrersi di lamentele sui social da parte di molti genitori, l’amministrazione ha deciso in fretta e furia di fare intervenire una squadra di operai, capitanati da un assessore che, in orario di lezione, con le aule piene di alunni ed insegnanti, si sono adoperati in interventi nei corridoi e altri locali utilizzando scale (sappiamo che i ragazzi che passano nei corridoi sfrecciano come missili e sono poco attenti agli ostacoli imprevisti) hanno armeggiato sui pannelli del controsoffitto vistosamente danneggiati dall’acqua che filtra.
Come se non bastasse, dopo aver scrostato in qualche modo l’intonaco è stata utilizzata, per “pulire” i muri una sostanza che emanava un fortissimo odore di candeggina che si sentiva in tutta la scuola, tanto che chi eseguiva il lavoro, era costretto ad indossare mascherine protettive per non finire intossicato. Il tutto, lo ricordiamo, mentre nelle aule accanto si svolgevano regolarmente le lezioni del pomeriggio.
In realtà non c’era nessun motivo per fare un intervento così frettoloso e soprattutto durante l’orario di lezione, visto che questo problema, come già detto, persiste da sempre ed è a conoscenza degli amministratori comunali che avevano altre occasioni per svolgerlo in maniera più accurata e, soprattutto, con migliori condizioni di sicurezza.
Il risultato di questa pressapochezza è aver fatto respirare per un paio di ore sostanze maleodoranti a chiunque fosse all’interno della scuola in quel momento e di non avere, probabilmente, anche a causa del maltempo, arieggiato a sufficienza i locali per renderli completamente sicuri il giorno dopo alla ripresa delle lezioni; il tutto per cercare invano di mettere una pezza ad un problema ben più grave che di sicuro non si risolve con soluzioni di questo genere.

Ci chiediamo inoltre se la dirigente scolastica fosse a conoscenza degli interventi effettuati in pieno orario scolastico (il lunedì è uno dei giorni di rientro settimanale) e se avesse dato la propria autorizzazione. Gli amministratori, l’assessore presente in prima linea, i tecnici comunali, sapevano che le lezioni erano in pieno svolgimento e, quindi, i bambini erano nelle proprie aule?
A testimoniare tutto questo è, tra l’altro, un post su Face Book di Lavagno Rinasce che pubblica addirittura le immagini che testimoniano questo “maldestro” intervento; non si capisce, tra l’altro, perchè l’amministrazione comunale si ostini a dare queste notizie (questa in verità facevano meglio a non divulgarla) su quella pagina anziché usare quella ufficiale del Comune di Lavagno.
Qui, sia chiaro, non siamo nel campo di una ipotetica battaglia politica come i soliti maliziosi possono pensare, ma si tratta della salute dei nostri figli. La politica non c’entra nulla, serve competenza, serve ragionare e riflettere prima di agire, tutte qualità che chi si prende la responsabilità di amministrare un paese DEVE avere.